Tarana Andrea

Pietra posata il 29 gennaio 2026 a Borgotaro, dinanzi al Municipio.

Andrea Tarana nacque a Borgotaro il 14 maggio 1892. La sua vicenda biografica è stata ricostruita con difficoltà attraverso la documentazione del Casellario politico centrale (Archivio di Stato di Roma) e le carte conservate presso l’Archivio di Stato di Parma, a causa della frammentarietà delle fonti e della sua condizione di vita irregolare.

Tarana risulta essere un antifascista di orientamento socialista, sottoposto a sorveglianza da parte del regime per l’intero ventennio fascista. I documenti di polizia lo descrivono come un girovago, spesso privo di fissa dimora, talvolta coinvolto in episodi di piccola criminalità, caratteristiche che lo collocavano, secondo le categorie del regime, tra gli “asociali”. Tra i reati contestatigli emerge un episodio significativo: nel 1929 Tarana venne denunciato per aver proferito frasi ingiuriose contro Benito Mussolini in luogo pubblico. Per questo motivo fu condannato a un mese di reclusione, episodio che conferma il suo atteggiamento apertamente ostile al regime e che rafforzò ulteriormente il controllo poliziesco nei suoi confronti.

Nel corso degli anni Tarana si spostò frequentemente tra diversi comuni del Nord Italia, in cerca di lavoro (risulta in alcuni documenti “minatore”), pur tornando più volte a Borgotaro, suo luogo di nascita. I suoi movimenti sono documentabili attraverso le segnalazioni di polizia fino al 1942; successivamente le fonti si interrompono, per riemergere nel contesto repressivo dell’ultimo periodo di guerra. Nell’estate del 1944 Andrea Tarana risulta deportato nel Terzo Reich, dopo essere transitato dal campo di Fossoli, insieme a circa sessanta detenuti prelevati dal carcere di Parma. La sua deportazione si inserisce nel quadro del reclutamento coatto di manodopera attuato dalle autorità nazifasciste, che in quei mesi portarono allo svuotamento delle carceri di Parma di uomini e donne accusati sia di reati politici sia di criminalità comune.
Il gruppo di detenuti provenienti da Parma giunse al campo di concentramento di Mauthausen. Una parte dei deportati fu destinata ai campi di lavoro esterni, dove le probabilità di sopravvivenza erano leggermente più elevate; Andrea Tarana fu invece internato nel campo principale di Mauthausen, uno dei più duri dell’intero sistema concentrazionario nazista. La sua deportazione è riconducibile alla categoria dei deportati politici, pur intrecciandosi con quella degli asociali, secondo le classificazioni utilizzate dal regime. Tarana morì a Mauthausen il 9 marzo 1945. Le cause della morte non sono note, ma in quel campo il decesso poteva sopraggiungere per malattia, violenze, stenti o lavoro forzato.

La vicenda di Andrea Tarana restituisce il profilo di un uomo perseguitato per anni dal fascismo, colpito prima dalla sorveglianza e dalla repressione politica e infine travolto dal sistema concentrazionario nazista, rappresentando una delle molte storie marginali e difficili da ricostruire che emergono dagli archivi del Novecento.

Di seguito alcuni dei documenti contenuti nel fascicolo all’interno del Cpc

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