Bardini Renato

Pietra d’inciampo posata il 29 gennaio 2026 a Borgotaro, dinanzi al Municipio

Renato Bardini nacque a Borgotaro il 2 luglio 1924. Chiamato alle armi durante la Seconda guerra mondiale, fu arruolato nel 43° Reggimento di fanteria dell’esercito italiano. All’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943, si trovò coinvolto nel collasso delle strutture militari del Regno d’Italia. In seguito agli eventi dell’armistizio, Bardini venne catturato dalle forze tedesche e avviato alla deportazione in Germania come internato militare italiano (IMI), categoria nella quale furono inquadrati i soldati italiani che rifiutarono di aderire alla Repubblica sociale italiana e di continuare a combattere al fianco della Germania nazista.

Fu internato a Dortmund, dove venne impiegato in condizioni di detenzione e lavoro forzato. Come per migliaia di altri IMI, la prigionia fu segnata dalla carenza di cibo, dalle dure condizioni materiali e dalla mancanza di adeguate cure sanitarie. Renato Bardini morì in prigionia il 6 gennaio 1944, a soli 19 anni, a causa di malattia, in un contesto in cui la debolezza fisica, la malnutrizione e le condizioni di vita estreme rendevano spesso fatali patologie altrimenti curabili.

La sua vicenda rientra nella storia degli internati militari italiani, una forma di resistenza senza armi che coinvolse oltre 600.000 soldati italiani deportati nel Terzo Reich. La morte di Renato Bardini testimonia il prezzo pagato anche dai più giovani tra coloro che, con il rifiuto della collaborazione, subirono la prigionia e spesso non fecero ritorno.

Di seguito lettera inviata da Bardini durante la prigionia (originale conservato dalla famiglia)

Altre storie di deportati

Tarana Andrea

Pietra posata il 29 gennaio 2026 a Borgotaro, dinanzi al Municipio. Andrea Tarana nacque a Borgotaro il 14 maggio 1892.

Jannucci Marcello

Catturato in Montenegro, fu deportato ad Ebensee, dove fu costretto al lavoro nelle gallerie sotteranee