Luigi Longhi

Luigi Longhi nacque l'8 marzo 1925 nella casa di famiglia in via della Salute 46. Ultimo di sei fratelli tra cui l'attivista antifascista Bruno – diventato poi il capo del reparto propaganda del movimento clandestino parmense – che lo iniziò all'attività politica, dopo avere frequentato la scuola tecnica venne assunto nel 1940 dalla società telefonica Timo (Telefoni Italia Medio Orientale). Proprio sul posto di lavoro iniziò a collaborare con una rete cospirativa opposta al regime inquadrata nelle SAP (Squadre di Azione Patriottica). Attraverso l'intercettazione delle comunicazioni telefoniche entrò in possesso di informazioni riservate che poi venivano girate al SIP (Servizio Informazione e Politica) e al SIM (Servizio Informazioni Militari).

Oltre ad attività di intelligence, la rete cospirativa organizzò anche una serie di azioni tra cui quella del 15 luglio 1944 alla caserma Passo Buole del Comando Provinciale Militare finalizzata al recupero di armi. Il 21 agosto 1944 Luigi venne arrestato insieme a Anselmo Gaudenzi, Franco Bolsi e Luigi Corsini, prelevato da casa e portato a Palazzo Rolli, sede delle SD, dove venne interrogato per otto giorni. Il 29 agosto fu trasferito nel carcere di San Francesco; venne quindi tradotto nel campo di transito di Bolzano e, infine, deportato il 5 ottobre a Dachau dove arrivò il 9. Registrato come meccanico delle telecomunicazioni ed elettrotecnico, categoria Schutz, venne messo ai lavori forzati nel sottocampo di Uberlingen sul lago di Costanza. Lì morirà a seguito di stenti e complicazioni di salute, il 7 marzo 1945.