Famiglia Camerini / Luisa Minardi

La famiglia Camerini abitava in Borgo delle Colonne 20. Nell’abitazione risiedevano Orsola Amar, vedova dell’ex rabbino di Parma Donato Camerini, e i figli Emanuele, Giacomo, Gemma, Letizia ed Ulda; mentre l’altra figlia Emilia era coniugata con Enrico Della Pergola. Gli uomini della famiglia riuscirono, non senza difficoltà, a riparare a Genova, dove rimasero per molti mesi a seguito di un fallito tentativo di fuga Oltralpe. Le donne furono, invece, tutte arrestate a Tizzano Val Parma, dove progettavano di nascondersi. Tuttavia, mentre Emilia Camerini e i due figli piccoli Cesare e Donato furono deportati a Auschwitz, le altre tre donne della famiglia riuscirono a salvarsi, in ragione delle loro cagionevoli condizioni di salute. Orsola Amar, in ragione della sua età avanzata, venne liberata poco dopo l’internamento a Monticelli: una norma prevedeva il proscioglimento degli internati con più di settant’anni. Gemma e Letizia, gravemente ammalate, furono ricoverate d’urgenza all’Ospedale Maggiore di Parma.

Fu proprio in ospedale che Letizia conobbe la crocerossina parmigiana Luisa Minardi. Quest’ultima la accudì, la aiutò a fuggire dall’ospedale e la nascose sotto mentite spoglie presso la sua abitazione e poi all’Istituto Buon Pastore. Il 7 febbraio 1945 Letizia morì comunque, a causa di complicazioni legate alle sue condizioni di salute, sotto il falso nome di Maria Fulgenzi. La Minardi, con la complicità della direzione dell’Istituto, le fece organizzare un funerale cattolico. Sarebbe stata tradotta al cimitero ebraico soltanto dopo la Liberazione.

Alla Minardi, per la sua opera, sarebbe stato conferito il titolo postumo di “Giusto delle nazioni”, giunto nel 2004.