Cittadella

La Cittadella, costruita in epoca farnesiana, durante la guerra era divenuta carcere e caserma. Al suo interno era acquartierato il 19esimo reggimento cavalleggeri “Guide”, con il suo deposito. Nella notte tra l’8 e il 9 settembre 1943, nel corso dell’occupazione della città da parte dei nazifascisti, un gruppo di granatieri tedeschi fece irruzione nella fortezza, accedendo alla porta principale con un mezzo blindato, dopo un breve attacco con i mortai. Il reggimento, poco numeroso e non sufficientemente armato, non riuscì ad opporre un’adeguata resistenza e dovette arrendersi.

Nei giorni successivi dentro ai bastioni furono reclusi circa 7000 militari italiani, tutti coloro che erano stati catturati nelle caserme di Parma. La maggior parte di loro sarebbe stata deportata in Germania. Assieme ai militari, per un breve periodo, permasero in Cittadella anche alcuni ex ufficiali alleati, fuggiti dopo l’armistizio del campo di Fontanellato PG49. Nei primi mesi dell’occupazione all’interno furono segregati anche gli arrestati sospettati di appartenere alla Resistenza clandestina.

Fino a metà ottobre del ’43 la fortezza ospitò poi i reparti e i Panzer della 1° divisione corazzata SS “Leibstandarte Adolf Hitler”. In seguito, gli spazi sarebbero serviti per ospitare varie unità e servizi della Wehrmacht, l’esercito tedesco.